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EfaOffline



Joined: 09 Giu 2005
Posts: 597

Status: Offline
Post 18Posted: 09 Ago 2005 - 16:29 Reply with quote Back to top
Post subject: Ecco la mia prima recensione : Kings of convenience

"Può succedere"... quante volte abbiamo letto o sentito questa espressione ? Beh, in questo caso è d’obbligo utilizzarla per iniziare questa recensione ! Può succedere, infatti, che un album d’esordio di un nuovo artista sia così “interessante nella sua particolarità” da riuscire ad affiancarsi velocemente e senza problemi alle produzioni degli artisti più noti del panorama musicale internazionale. E’ questo il caso dei primi due album, rivolti al grande pubblico, dei Kings of Convenience. Dietro questo nome si celano due ragazzi norvegesi, Erlend Øye e Eirik Glambek Bøe, autori ed esecutori di tutti brani presenti su questi due album. Ma veniamo ai due dischi. Fin dal titolo del primo disco “Quiet is the new loud” si presagisce che c’è qualcosa di particolare nell’aria; presagio confermato nel momento in cui si infila il cd nel lettore e si passa all’ascolto vero e proprio dei brani. La prima cosa che salta all’orecchio e che non abbandonerà più l’ascoltatore per tutto il resto del disco, è l’atmosfera riflessiva, soffice e dolce che i brani riescono a trasmettere. Le chitarre, sapientemente suonate, creano tessiture armoniche vaghe e sognanti che si uniscono perfettamente alle voci calde e “narranti” dei due norvegesi. Brani semplici, conditi da pochi strumenti, che lasciano una sorta di piacevole “aerosità” intorno. Se dovessi azzardare un paragone mi verrebbe da dire che i KOC sono molto simili a due pittori che dipingono quadri autunnali densi di colori caldi e sfumati. Tutti i brani sono “unplugged oriented”, e gli strumenti che compaiono nei brani seguono questa tendenza. Ad accompagnare i due, per tutta la durata dei due dischi, sono essenzialmente le chitarre, classiche ed acustiche, sulle quali si intrecciano armonie sospese che mi ricordano piacevolmente un altro grande autore acustico, Nick Drake. Poche le chitarre elettriche rigorosamente clean e dal suono caldissimo, così come gli altri strumenti che si ascoltano, i cui mirati interventi sono confinati a piccole parti nei vari brani come a voler lasciare il tutto più “leggero e vago” possibile. Poche e rilassate le parti di batteria, più presente invece l’uso di strumenti ad arco e di quelli a fiato, in particolare la tromba i cui echi lontani, in alcuni frangenti, conferiscono al tutto un senso di velata malinconia. Tutti gli arrangiamenti hanno un piacevole sapore retrò, così come il sound complessivo sempre caldo, cremoso e morbido. E’ da fare presente che nelle note di copertina del primo disco è specificata la natura completamente analogica della registrazione, effettuata tutta su Studer 24 tracce con nastro da 2”. Il secondo album è il naturale prosieguo del percorso iniziato sul primo disco e per molti versi i brani sono gemelli di quelli presenti nel precedente lavoro. Echi di jazz compaiono nello scorrere delle tracce, mentre le voci dei due ragazzi proseguono armonizzate su due binari paralleli rifacendosi alla lezione di un altro grande duo acustico, Simon & Garfunkel. Sul sito del gruppo www.kingsofconvenience.com è inoltre possibile leggere che i brani sono stati scritti dai due mentre trascorrevano le serate di fronte ad una finestra dell’abitazione di Øyes, a Bergen, sorseggiando del te. Sicuramente tutto ciò lascia intendere che sarà difficile vedere questo duo in un concerto da stadio, attorniati da colonne di marshall e una marea di luci, ma sicuramente sarà molto più probabile incontrarli in qualche teatro, da soli ed esclusivamente con le loro chitarre in mano, in un contesto di maggiore intimità col pubblico.
Tirando le somme, si può dire che questi due album sono particolarmente adatti a tutti coloro che amano le atmosfere delicate e riflessive : da ascoltare nella propria auto durante un viaggio oppure come sottofondo a qualche giornata autunnale nella tranquillità della propria abitazione mentre fuori la pioggia bagna i viali ricoperti dalle foglie rosse.
Unico aspetto negativo da sottolienare è che il secondo disco è stato masterizzato con la tecnologia anti copiatura “Copy Control” la quale, si legge dalle note di copertina, ha l’effetto collaterale di non far funzionare il cd in alcuni dispositivi di lettura. Sicuramente non è criticabile il fatto che le major inizino a correre ai ripari dalla minaccia della pirateria discografica; ma spendere 13 euro per il cd originale con il rischio che questo poi non funzioni correttamente nel proprio lettore … questo no ! Non può essere accettato ! Se può esservi utile, il disco “Riot in an empty street” non viene letto dal mio walkman proprio per questo motivo (a titolo di cronaca ho un Philips Expanium vecchia versione) !



Efa
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fedechiccaaaOffline



Joined: 03 Gen 2008
Posts: 301
Location: nel nebbioso basso lodigiano
Status: Offline
Post  Posted: 25 Giu 2008 - 08:32 Reply with quote Back to top

So che è un post un po' vecchio, ma l'ho notato lì infondo alla pagina e mi va di riprenderlo... io li ho scoperti recentemente (con la pubblicità delle pagine gialle... gh '-__-).
Approvo tutto quello che ha scritto efa.
Molto bravi!!!!

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AsyaOffline



Joined: 26 Mar 2009
Posts: 104
Location: Brescia
Status: Offline
Post  Posted: 29 Mag 2009 - 11:22 Reply with quote Back to top

2 album bellissimi! meritano davvero!
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